Traccia libera

Pentling, Regensburg, Germania. Foto di Gianni Augello

L’errore più grande è stato smettere di scrivere. Ricordo esattamente quando ho iniziato, ma faccio fatica a richiamare alla mente il momento in cui ho smesso. Sebbene affilassi parole con un minimo di senso dalle scuole elementari, ho iniziato a scrivere davvero a 18 anni. All’ultimo anno delle superiori. Prima prova di italiano del secondo semestre. Una di quelle decisive per la maturità. Quando c’era ancora il voto in 60esimi. Quattro ore per un tema. Era un lunedì. Fino a

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La frontiera dentro

Doveva essere questo il titolo del mio primo - e attualmente unico - libro. La frontiera dentro. All'editore non è piaciuto e con un po' di rammarico ho accettato un titolo diverso. Nel libro racconto un viaggio fatto diversi anni fa con i soli mezzi pubblici. Un viaggio iniziato sulla scia di un mio bisogno interiore, che però si è svelato chilometro dopo chilometro. All'inizio volevo solo raggiungere dei luoghi remoti e farlo nel modo più basilare (anche se più complesso). Volevo raccontare le difficoltà che si incontrano durante il percorso, cosa significa vivere sul filo di una frontiera nascosta, ma giorno dopo giorno mi sono reso conto che quello che stavo facendo era soprattutto un viaggio interiore. Avevo fatto un biglietto con destinazione me stesso.
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Ho sempre creduto che per una buona storia fosse necessario andare lontano. Poi ho iniziato a guardare le cose da vicino. 
Io sono Gianni Augello e questa è la mia frontiera. Dentro.

Le ultime storie

Per viaggiare basta un paio di scarpe nuove. Lo dice una vecchia canzone e io ci credo. Sono un giornalista e conto il km dei miei viaggi. "L'Italia che resta" (Ediciclo Editore, 2021) è il mio primo libro. www.gianniaugello.it